PASSIONE, LEALTA', FEROCIA : RUGBY

Il mio sport e il racconto dell'allenatrice


Oggi parliamo del rugby, della mia esperienza in questo sport e di quella della mia allenatrice, Sara Essaber,  nel CUS SAVONA RUGBY  under 16
Io ho iniziato a giocare nel 2009 nell'under 12
Per me il rugby è uno sport appassionante per alcuni motivi: la lealtà  tra giocatori e avversari  in campo e tra tifosi delle diverse squadre sugli spalti;  l'ambiente sano (forse perché non ancora "inquinato" da grandi guadagni...); inoltre è uno sport  di contatto e quindi è un ottima valvola per scaricare le tensioni ,  è uno sport di squadra che aiuta a crescere sia psicologicamente che fisicamente insieme ai compagni e poi... per il fango, dentro il quale mi piace rotolare con una piacevole sensazione di libertà.
Ho intervistato la mia allenatrice, Sara Essaber:
Da quanto alleni?
Questo è il primo anno che seguo una squadra maschile come prima allenatrice, l'anno scorso affiancavo come seconda, mentre sono ormai 4 anni che mi occupo dell'under 8-10
Perchè hai scelto il rugby e non un altro sport?
Da quando ero piccola ho sempre fatto sport: atletica, basket per lo più, ma grazie alla scuola sono riuscita a provare un po' di tutto. Al liceo grazie ad un  progetto  ho conosciuto il rugby e non ho più smesso
Perchè hai scelto il rugby che è considerato uno sport da maschi?
Molti la pensano così purtroppo...e la maggior parte delle volte lo dicono perché non lo conoscono. Io ho iniziato a praticarlo per curiosità, perché era qualcosa di nuovo e più lo praticavo più capivo che non era un o sport e basta. Mi piace perché c'è contatto fisico, si corre, si salta, si schiva l'avversario, c'è un pallone, ma non solo. Ti impone di confrontarti prima di tutto con te stessa, ti insegna che non sei solo ma hai sempre il sostegno dei tuo compagni, ad avanzare nonostante possa essere difficile, ad aiutare un compagno in difficoltà, nel gioco così come nella vita. Non si può definire uno sport o da maschi o da femmine, che cosa poi dovrebbe renderlo tale!? è molto più che uno sport, è uno stile di vita, una filosofia!
Come ti trovi ad allenare l'under 16?
Scegliere di allenarvi è stata una scelta difficile. Intanto perché sapevo che mi avrebbe impedito di giocare e poi perché era una sfida davvero dura. Siete un bel gruppo, non solo rugbysticamente parlando, ma anche proprio come ragazzi. Allenarvi è difficile, mi mette sempre alla prova, devo cercare di comprendervi e offrirvi sempre il meglio. Ho deciso di farlo come sfida personale e credo di aver fatto la scelta giusta. Cerco di trasmettervi la stessa passione che ho io e spero ogni volta di esserci riuscita. A volte vorrei uccidervi uno per uno, ma le soddisfazioni che mi date, la gioia che condividiamo va ben al di la, e mi fa capire che ho fatto la scelta giusta!
Quali sono gli obiettivi della squadra che alleni?
Gli obiettivi che mi sono data sono quelli di riuscire a farvi crescere come atleti, cioè farvi capire l'importanza dell'allenamento e del come ci si deve allenare. Voglio creare un gruppo unito e coeso che lavora insieme... Dal punto di vista tecnico vorrei che acquisiste i fondamentali, e quindi placcaggio e passaggio in primis!

Qualsiasi partita di rugby è una partita di calcio che va fuori di testa. Con ordinata, e feroce, follia. cit.Alessandro Baricco

di Davide Fossati

Un po di storia

Savona. La storia del Rugby comincia nell'inverno tra il 1983 e il 1984, e l'atto fondativo della società avviene in una sala della SMS Generale di via San Lorenzo.
L'attività prosegue, i giovani crescono e i ragazzini degli esordi sono dei temuti pirati della categoria. Purtroppo nel 1995 dopo aver raggiunto l'agognato traguardo della Serie C1 il giocattolo si rompe, pochi giocatori che dopo le prime due partite nello spogliatoio di Valleggia si guardano negli occhi e si contano. Parrebbe tutto finito, ma nel 2003 uno storico amico della società, il professor Franco Molinari, porta i ragazzi dell'ITIS Ferraris ai campionati studenteschi di Jesolo. . Il Rugby Savona riprende la sua vita con grande energia.
A partire dal campionato 2007/08, i savonesi tornano così ad avere una formazione propria nel campionato Seniores di Serie C. Si alternano sulla panchina, in questi anni, diversi allenatori: Chiarini e Porcile, poi Andrea Luvarà e Marco Camoirano, per arrivare infine alla direzione attuale di Paul Chiru,
Proprio sotto la sua guida,  nella passata stagione il Savona ha raggiunto l'obiettivo fissato: i playoff! E con la vittoria con il Delebio, per i biancorossi il salto di categoria dalla C3 alla C2 diviene la ciliegina sulla torta che corona anni di allenamenti e sacrifici, oltre che la miglior stagione dall'inizio del "nuovo corso".
Ora la realtà savonese è in continua espansione, con più di 200 ragazzi e ragazze impegnati nei vari campionati: i Seniores sono solo la punta dell'iceberg, con le formazioni cadette di Under 18, Under 16, Under 14, Under 12, Under 10 e Under 8, oltre che, da un paio d'anni, anche due squadre femminili, Seniores e Under 16, che militano nel campionato di Coppa Italia di categoria.

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