I “LIGURIANI” AL “FERRARIS PANCALDO”

Sulle note di “Fuoco e mitragliatrici” si è aperto, ieri mattina nell'aula magna del “Ferraris Pancaldo”, lo splendido concerto dei “Liguriani”.

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L'esibizione è stata rivolta agli alunni delle classi 5R, 4G, 5B, 5G, 2M, 3C, 2A e 5C, che, con i loro docenti di lettere, Barbara Ardrizzi, Elena Rossi, Luisa Barile, Lorenza Beltrame, Salvatore Vitali, Fabio Biale e Luca Giana, hanno realizzato un percorso formativo per le celebrazioni del 25 aprile.

liguriani 3Il gruppo musicale composto da Fabio Biale, voce e violino, Michel Balatti, flauto, Fabio Rinaudo, cornamusa, Filippo Gambetta organetto e mandolino e infine Claudio De Angeli alla chitarra, ha intonato canti e musiche dei partigiani delle valli dell’area nord occidentale, nello specifico hanno eseguito canti della resistenza , in particolare: La Brigata Garibaldi, I ribelli della montagna, Il bersagliere ha cento penne, Fischia il vento, Sutta a chi tocca, O Gorizia tu sei maledetta e Oltre il ponte. Fuori programma un set di danze liguri tradizionali dell’area genovese e appenninica “Pantalino e Polca in la minore”.
Il concerto di ieri è, dunque, la conclusione di un percorso progettuale che gli insegnanti, assieme alle loro classi, hanno sviluppato in due momenti culturali: uno di carattere letterario storico e l'altro musicale.
I ragazzi si sono cimentati nell'analisi di alcuni materiali scritti tra cui testi di canzoni e frammenti di corrispondenze prodotte dai partigiani per comprendere da dove venivano, cosa cantavano, quali modelli culturali avevano in testa. Si tratta di un cammino formativo che strappa la storia partigiana dalla semplice celebrazione o da una troppo facile lettura politica della storia ricollocandola in un contesto complesso, ma vero.
liguriani 4“Noi forniamo ai ragazzi gli strumenti con cui leggere il passato - hanno detto all'unisono i docenti di italiano -. Spesso la storia è complessa, brutta o difficile ma ha un legame stretto con la realtà e come tale, per noi, è importante perché ci dice quello che siamo oggi e da dove veniamo. L'obiettivo non è solo un recupero culturale – hanno concluso - ma un'esperienza concreta che propone ai ragazzi di "cambiare occhiali" e osservare le fonti in un contesto diverso. Vogliamo offrire strumenti interpretativi fecondi del passato che possano essere usati come modelli per interpretare il presente”.

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