SETTIMANA DELLE ECCELLENZE: SI PARLA DI CRIMINI, GIUSTIZIA E LEGALITÀ

Al Ferraris Pancaldo parla Francantonio Granero, procuratore capo in pensione della Procura della Repubblica di Savona

incontro granero

“Solo se si impara a sviluppare la capacità di pensare si è in grado di discernere il giusto dall'ingiusto” è questo messaggio che Francantonio Granero ha voluto porgere ai ragazzi che ieri mattina hanno assistito ad una conferenza con il procuratore capo, in pensione, della Procura della Repubblica di Savona nell'ambito della “Settimana delle eccellenze” al Ferraris Pancaldo. Un incontro molto costruttivo e coinvolgente rivolto a una platea attenta di giovani studenti che hanno già manifestato la voglia di rincontrare Graneri per approfondire alcune tematiche emerse durante l'appuntamento.
Lo spunto della conversazione che il giudice ha affrontato con il gruppo di ragazzi, una quarantina circa, nasce dalla visione del cortometraggio “Lo Strano Caso della Maestra Scomparsa”. Si tratta di un film realizzato da Anteas Savona e Ideato e diretto da Marta Arnaldi, nell’ambito del progetto “Generazioni Solidali”. Alcune scene sono state girate proprio all'ITS “Ferraris Pancaldo”. Questo piano nasce in collaborazione con la Prefettura, la Questura, i Carabinieri, la Procura della Repubblica, la Camera di Commercio, la Fondazione De Mari, le quattro diocesi liguri, la Direzione Scolastica Provinciale, e Autorità portuale, (per il film c'è stata anche la collaborazione con La Stampa, ENPA, Museo della Ceramica di Savona e numerosi altri comuni della Provincia).
Il giudice ha voluto affrontare una lezione non tecnica sul funzionamento della giustizia ma sul valore alto della stessa. Infatti, il file rouge dell'incontro è stato quello di cercare di congiungere per poi differenziare i tre concetti: “Crimini, giustizia e legalità”. Prendendo spunto dalle metafore della criminalità il giudice ha cercato di mettere in luce il senso del giusto e dell'ingiusto tentando di far capire che si tratta di un giudizio sicuramente individuale ma che la scuola deve fare da tramite intervenendo nella formazione dello sviluppo del pensiero attraverso l'attività didattica.
“Questo affresco che è emerso dalla nostra discussione del modo di funzionare della nostra società è pieno di luci e ombre ed è qui che prospera la criminalità organizzata – ha sostenuto Francantonio Granero - Con i singoli comportamenti non corretti creiamo un terreno di cultura mafiosa che si organizza e riempie gli spazi vuoti. La mafia riesce a esercitare il potere con la forza dell'intimidazione, che in passato è costituita dalle armi, ma ora non ce ne bisogno perché c'è il denaro e gli affari. Ma sempre di mafia si tratta. La criminalità è violazione o venir meno delle regole - ha proseguito il procuratore capo - e lo Stato reagisce con il carcere ma i casi di ingiustizia non sempre corrispondono a casi di criminalità. La giustizia attiene alla cultura dei popoli”.
Dopo la disamina di Granero i ragazzi hanno rivolto al magistrato domande intelligenti e pertinenti sulla criminalità, sull'alto tasso di corruzione, argomento che negli ultimi anni è molto sentito in Italia e sui giudici antimafia Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
“Non c'è molto interesse a combattere la corruzione – è stata la risposta del giudice – Ricordatevi però che la politica è la più nobile delle arti che deve conciliare una serie di cose. Deve cioè camminare su un binario, come se si trovasse sulla vetta del Cervino e ovunque ti giri hai uno strapiombo. Tutto questo è meno astratto di quanto si pensi”.
Falcone e Bosellino, che Granero ha conosciuto personalmente e con cui ha lavorato in merito alla informatizzazione del primo maxi processo antimafia, ha ricordato i due magistrati palermitani da un punto di vista umano.
“Questi due giudici - ha concluso Francantonio Granero - hanno riempito di grandi contenuti quello che facevano”.

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