Giorgia Benusiglio incontra i giovani studenti di Savona, c'erano anche la I I e la I F del "Ferraris Pancaldo"

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SAVONA, 1 marzo – Di ecstasy si può anche morire, lo sa benissimo Giorgia Benusiglio che ha rischiato la vita quando una maledetta notte ha assunto mezza pastiglia di questa sostanza, a soli 17 anni, contraendo l’epatite e per questo è stata costretta a un trapianto di fegato.

 

La sua storia l'ha raccontata ieri mattina al Priamar alla presenza di una sala gremita di giovani studenti delle scuole secondarie di secondo grado del savonese, tra cui due classi prime del “Ferraris Pancaldo”, la I I e la I F, accompagnate da Antonella Frugoni, Mara Cosce, Caterina Ratto e Barbara Zanini. L'incontro è stato organizzato dal Rotary di Savona con il patrocinio del Comune.

Un racconto pieno di amore, famiglia, altruismo e sostanza, così come lo ha definito la stessa autrice del libro “Vuoi trasgredire? Non farti”. Un incontro altamente formativo nel quale la Benusiglio ha parlato direttamente al cuore dei ragazzi senza filtri, senza ipocrisie o frasi fatte, mettendo a nudo tutte le sue fragilità ma allo stesso tempo la sua grande forza di volontà.

Lo scopo di quest'appuntamento è legato a un messaggio rivolto ai tantissimi giovani sulle conseguenze legate all'assunzione di queste sostanze, anche se fatto una sola volta.

“La vita e come un pianoforte, ci sono i tasti bianchi e neri - ha detto Giorgia Benusiglio – i tasti bianchi sono le cose belle e i tasti neri le cose negative, però entrambi sono fondamentali per comporre della buona musica. Nei momenti difficili vi deve riecheggiare una frase: abbi cura di splendere”.

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