LA PREMIAZIONE PER LA GIORNATA DELLA MEMORIA

I protagonisti ci raccontano come è andata

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Un riconoscimento speciale, per un piccolo gesto, che può dire e insegnare tanto, sul passato, il presente e il futuro della memoria storica, tramandato dalle nuove generazioni. Abbiamo posto qualche domanda ad alcuni studenti presenti all’incontro con l’ANED al teatro Gabriello Chiabrera di Savona durante la consegna del riconoscimento alla classe del Ferraris Pancaldo che, in gita, ha voluto visitare il campo di concentramento nonostante non fosse in programma.

-Qual è il significato della targa di riconoscimento consegnatavi dall’ANED?
Con questa targa, l’ANED ha voluto rimarcare l’importanza della nostra visita al campo di concentramento di Sachsenhausen (40 chilometri da Berlino ndr ), visita non prevista dal programma della gita scolastica, ma che tutti d’accordo abbiamo voluto svolgere nel pomeriggio libero che avremmo potuto dedicare allo shopping in Berlino.
Ci è sembrato importante fare questa “deviazione” dal programma proprio perchè secondo noi ci sarebbe rimasto qualcosa in più e così è stato…Chi non ha mai visitato un campo di concentramento non potrà mai capire le sensazioni fortissime che quel luogo (in cui è accaduta la tragedia che sappiamo).

-Come si è svolta la mattinata al teatro Chiabrera?
Il nostro compagno di classe Stefano Merengone è stato chiamato sul palco insieme al preside per ritirare la targa consegnata dal sindaco di Savona Federico Berruti e da una anziana ex deportata ad Auschwitz.
Sul palco, Stefano ha ringraziato sia l’ANED sia il preside Alessandro Gozzi che ci ha dato l'opportunità di questa gita.
L’emozione dell’incontro e l’orgoglio di aver fatto la giusta scelta di visitare il campo sono stati fortissimi, niente a confronto delle emozioni e dei sentimenti che si agitavano nei cuori di chi il campo non l’ha visitato, ma vissuto. Comunque anche noi, in quella giornata dal clima rigidissimo, abbiamo sperimentato, in misura ovviamente minore, la pesantezza, l’angoscia che “schiaccia”, il silenzio “assordante”.

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