COSTRUIRE ESPERIENZE

L'intervista del Preside Gozzi nella rivista LavoroWelfare del mese di Maggio.

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L'esempio dell'Istituto Ferraris Pancaldo
Costruire esperienze

La scuola che dirigo è il “Ferraris Pancaldo” di Savona, Istituto Tecnico ad indirizzo Industriale e Nautico, 1300 alunni circa.
Il tema dell’alternanza scuola lavoro viene trattato nel DDL della “buona scuola”, insieme ad altre importanti tematiche cruciali per avviare il necessario rinnovamento della scuola.
Credo che la realizzazione di quanto presente nel disegno di legge non possa prescindere da un’innovativa nuova versione del contratto di lavoro degli insegnanti (e dei dirigenti), favorendo differenziazione di funzioni e progressioni di carriera legate a parametri altri dall’anzianità di servizio.
Diversamente il mantenimento dell’attuale situazione renderebbe tutto molto bello sulla carta, ma difficilmente realizzabile.
L’alternanza scuola lavoro è uno strumento potente che le scuole possono utilizzare per una molteplicità di motivi; l’esperienza della scuola che dirigo mette in luce queste opportunità:
• costruire esperienze lavorative durante il percorso scolastico dei ragazzi;
• attivare uno scambio di conoscenze e competenze tra scuola e azienda, anche al fine della curvatura dei programmi in relazione alle esigenze del territorio;
• dare l’opportunità alle aziende di effettuare una preliminare valutazione del potenziale, in funzione di future nuove assunzioni;
• creare un rapporto tra scuola e aziende che possa dar vita anche ad eventuali sponsorizzazione e/o aiuti, in termini di dotazioni strumentali, alla scuola.
Il ddl sulla buona scuola pare, in qualche misura, suggerire un impianto obbligatorio di alternanza scuola lavoro all’interno del percorso formativo. Su questa obbligatorietà del percorso non sono del tutto d’accordo, seppur ritengo che, in prospettiva, l’alternanza debba diventare un’opportunità da offrire ad ogni studente.
Le mie perplessità sono di diversa natura.
Di tipo pratico, in quanto è molto difficile avere a disposizione un numero di percorsi di scuola azienda pari ai ragazzi frequentanti il secondo biennio e la classe quinta; nel mio caso si tratterebbe di circa 600 percorsi ogni anno.
Di tipo pedagogico, ritengo, infatti, che la scuola, accanto al “pacchetto” di ore previsto dagli ordinamenti, debba offrire un sistema di opportunità per tutti, che vadano colte da famiglie e ragazzi secondo un percorso di autonomia e responsabilità, non già presentare un ulteriore appesantimento degli obblighi.
Il “Ferraris Pancaldo” in questi anni ha molto investito e potenziato l’attività di alternanza scuola lavoro, abbiamo organizzato percorsi sia durante il periodo di svolgimento delle regolari lezioni, sia nel periodo estivo. I nostri ragazzi svolgono stages in aziende del territorio e, attraverso programmi europei, anche all’estero.
Il Collegio dei Docenti su proposta del gruppo di lavoro “alternanza” ha approvato una procedura interna per la quale, partendo da quanto prevede il decreto Moratti, la famiglia fa richiesta di partecipazione a percorsi di scuola azienda, rispondendo a periodici bandi che la scuola pubblicizza al suo interno. Coloro che vogliono candidarsi devono presentare, oltre la domanda dei genitori, un breve testo nel quale motivano il loro interesse per questa offerta formativa; tale scritto, sommato ad un colloquio prevalentemente motivazionale e, solo in alcuni casi, ad una verifica di competenza linguistica, e ad una valutazione del percorso scolastico dell’anno in corso, sono gli elementi che determinano la graduatoria per accedere al percorso bandito. I ragazzi che superano la selezione incontrano, ove possibile insieme ai loro genitori, i rappresentanti delle aziende che li ospiteranno durante lo stage.
Tale procedura è molto apprezzata dalle aziende che riscontrano in essa un importante indice di serietà e di apertura della scuola verso di loro.
Da quest’anno abbiamo attivato anche percorsi, non semplici da progettare, per alunni diversamente abili.
I percorsi in azienda sono svolti con una formalizzazione di obiettivi specifici disciplinari e trasversali di cittadinanza, che sono valutati, sulla base della scheda compilata da tutor aziendale e scolastico, in sede di consiglio di classe con una ricaduta sulle valutazioni delle singole materie e del voto di condotta.
C’è chi, ancor oggi, ritiene che la scuola debba fornire un sapere “disinteressato” fine a se stesso; questo non è il mio pensiero, né quello dei docenti del “Ferraris Pancaldo”. Personalmente credo che non si debba parlare di “sapere disinteressato”, ma di un’interpretazione del sapere “irresponsabile”; la scuola deve garantire il diritto di cittadinanza che la nostra Costituzione lega al lavoro, pertanto non è possibile sottrarsi a tutto ciò che lega queste due realtà.

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